QUANTO E' SANA LA DIETA VEG?

Da anni seguo e promuovo un'alimentazione di tipo vegano, per ragioni che vanno dalla sostenibilità ambientale, alla solidarietà con il Sud del Mondo, al rispetto dei diritti di chi vive e lavora in prossimità di allevamenti e macelli.


Ma se le ragioni etiche conservano un certo margine di soggettività, per quanto riguarda l'aspetto salutistico la confusione regna sovrana, complici le tante "mode alimentari" che dicono tutto e il contrario di tutto, spesso contraddicendosi reciprocamente.

Sostenitori e detrattori della dieta vegana si trovano però spesso concordi su alcuni punti chiave inerenti un'alimentazione equilibrata:

- deve proporre un ampio consumo di frutta e soprattutto verdura fresca di stagione

- deve limitare, o ancor meglio evitare, gli alimenti raffinati

- deve totalizzare un basso carico glicemico

- deve promuovere il consumo di grassi mono e polinsaturi, in sostituzione dei grassi saturi e transidrogenati

- deve essere tendenzialmente alcalina e controllare i processi infiammatori


Con queste premesse, appare evidente che non sempre la dieta vegana si configura come un'alimentazione sana. Troppo spesso viene intesa semplicemente come "dieta ad eliminazione" dei prodotti di origine animale, che vengono semplicemente sostituiti con alimenti a base di soia e cereali, estremamente trasformati, ricchi di sale e additivi, ben lontani dal concetto di "naturalità" che sta alla base di una dieta corretta.

Nel contempo, vengono conservate abitudini alimentari scorrette quali il consumo di eccessive quantità di zuccheri, farine, sale, fritti, prodotti da forno contenenti oli vegetali idrogenati o tropicali, come l'ormai noto olio di palma.


In sintesi, la dieta vegana non può dirsi salutare se prevede il consumo di:

- eccessive quantità di carboidrati raffinati

- sistematico consumo di alimenti trasformati come hamburger, polpette, cotolette, formaggi e salumi vegetali

- prodotti da forno contenenti oli vegetali tropicali e/o idrogenati

- marmellate, creme spalmabili, caramelle o altri prodotti contenenti elevate quantità di zucchero

- alimenti fritti, salse, intingoli


E' quindi importante, nella pianificazione di un corretto regime alimentare vegano, partire dal consumo basilare di verdure fresche di stagione in qualità più varia possibile, frutta fresca, cereali integrali, legumi e pseudocereali in quantità adeguata a completare il fabbisogno proteico ma non eccessiva, olio extravergine di oliva, frutta secca e semi oleaginosi non tostati quali fonti di grassi mono e polinsaturi.

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