LA PSICOLOGIA DEI COLORI

Il linguaggio inconscio
Il linguaggio inconscio

Durante una normale conversazione, o approccio, solo il 30/35% di quello che trasmettiamo lo facciamo attraverso le parole... tutto il resto è costituito  da messaggi, più o meno inconsciamente inviati e recepiti, derivanti dal linguaggio del corpo (espressioni facciali, posture, movimenti...) e dai colori.


I colori hanno un potere enorme: televisione, cartelloni pubblicitari, insegne, vetrine... siamo circondati e "bombardati"da colori che, a nostra insaputa, inviano degli input mirati e potentissimi al nostro cervello.

Facciamo qualche esempio: l'insegna del Mac Donald's...rossa! La Coca Cola...rossa! Il semaforo...rosso! Babbo Natale...rosso (c'è addirittura una teoria secondo la quale Babbo Natale, così come lo conosciamo noi, un paffuto e rassicurante nonnino vestito di rosso, sia un'invenzione pubblicitaria della Coca Cola)!

Su tantissime insegne di negozi e supermercati (Coop,Conad) la scritta è rossa. Non è un caso: il rosso è un colore caldo, che attira l'attenzione, che ci mette "sull'attenti"e che induce all'azione.


Il blu, l'azzuro, il verde chiaro sono colori freddi che trasmettono calma, tranquillità, silenzio. Spesso gli ospedali hanno le pareti dipinte di questi colori, perchè sono luoghi nei quali è necessario che prevalgano queste emozioni.


Il grigio pone distanza, interpone una barriera: le divise e le uniformi delle alte cariche dello stato erano sovente grigie, tutt'oggi spesso i politici si vestono in grigio, messaggio"noi siamo quelli che comandano, voi siete il popolo".

 

Sapere questo ci può essere molto d'aiuto. Poi, chiaramente, i colori, così come il linguaggio del corpo, da soli non fanno i miracoli: bisogna avere il giusto atteggiamento, prepararsi e mirare bene all'obbiettivo che si vuole raggiungere. E a questo punto possiamo trovare nei colori e nel nostro corpo alleati validissimi.

 

Così come possiamo scegliere di quale colore vestirci per indirizzare dove vogliamo il nostro interlocutore, possiamo imparare a gestire il linguaggio del nostro corpo per lo stesso fine.

 

I colori fanno parte della mia vita e del mio lavoro da diversi anni, l'immagine pubblicata è una cosiddetta "cartella pantone", la "Bibbia" degli stilisti e dei creatori di moda. Io ho dato forma ad innumerevoli ricette per dare i giusti toni ai capi d'abbigliamento.

 

"Ricette", sì, si chiamano proprio così perchè sono costituite da diversi "ingredienti"; un dato tono di verde, per esempio, non comprende praticamente mai solo il verde, ma è fatto da una parte di giallo, una di rosso, ed una di blu. Ed è così per tutti i toni di tutti i colori. Il difficile sta nel capire quante parti di ogni ingrediente servono per arrivare al tono giusto, amalgamare bene, portare a giusta temperatura. E, se hai fatto tutto bene, il risultato è quello sperato. Proprio come...fare una torta!

 

Il problema, però, a mio avviso, è che gli stilisti e i grandi signori che producono i capi d'abbigliamento ci impongono quello che per loro è giusto, in base, spesso e volentieri, a come si alzano alla mattina. Giuro, è così! Udite, udite... quest'anno è di gran moda il giallo....e chi non si veste di giallo, è out..!!

Ma chi lo ha detto??? Ma da dove viene questa sentenza?? Ve lo dico io... viene da qualche personaggio che magari un bel giorno si è svegliato male, o bene, o è arrabbiato, o ha il raffreddore, o ha avuto una bella notizia... Insomma,  è umorale, come un po' tutti, e, siccome è uno che prende decisioni, decreta che sia il giallo il prescelto. Poi gli si possono proporre miliardi di altri toni o combinazioni ma... No, ho detto il giallo, e giallo sia! E così parte tutta la macchina dell'industria della moda/abbigliamento che si adegua al grande "guru" di turno che ha sentenziato.


Io credo invece che, oltre al gusto, sia da tenere in altissima considerazione la personalità e l'obiettivo che si vuole raggiungere.

Anche quando dobbiamo scegliere cosa comprare o come vestirci. Qualsiasi tipo di obiettivo.

 

Faccio un esempio: devo partecipare ad una riunione condominiale che si preannuncia "calda" perchè all'ordine del giorno ci sono due o tre argomenti per niente facili. Il mio obiettivo è farmi ascoltare e, magari, portare dalla mia parte la maggioranza degli altri condomini. Sceglierei un tono freddo predominante, diciamo verde o blu, non troppo scuri però, per trasmettere tranquillità e disponibilità al dialogo e all'ascolto (non vogliamo litigare, è' quasi sempre controproducente), condito con qualche bell'accessorio abbastanza vistoso (cintura, una bella spilla, foulard, sciarpa, scarpe...) di un colore che mi renda visibile, positiva e propositiva, e che attiri e trattenga l'attenzione su di me quando sarà il mio momento di prendere parola (verde+giallo, arancio, rosso/blu chiaro+fuxia, arancio, un bel lilla brillante. Gli abbinamenti possono essere tantissimi).

Schiena dritta, testa alta, scandire bene le parole, mai abbassare lo sguardo, credere nell'obbiettivo, come se l'avessimo già raggiunto.

 

E' chiaro che l'arciere siamo noi: noi facciamo la differenza, ma abbiamo degli strumenti che spesso sottovalutiamo, addirittura che non sappiamo neanche di possedere! Impariamo ad utilizzarli nel modo giusto, niente accade per caso.


Prepararsi, dentro e fuori, è fondamentale per affrontare con successo le piccole e grandi sfide, quotidiane e non. Perchè, come dice la mia amica Elisa Pampolini nel suo "Ricomincio da me"..."può sembrare un atteggiamento superficiale, ma non lo è. Uscire di casa curata, ben vestita,truccata... fa la differenza, perchè chi ti sta attorno si rivolge a te in maniera diversa.......SPETTA A TE DECIDERE QUALE IMMAGINE DARE AGLI ALTRI".

                                                                                       I.L.

                                                                                   Mi Rinnovo

 

Se voltete, potete seguirmi anche sulla mia pagina in facebook: si chiama Mi Rinnovo (pagina professionale,mi raccomando, non profilo!!!)

 

N.B. Se c'è qualche signor uomo fra i lettori, non me ne voglia se ho parlato solo al femminile...io sono donna e il mio lavoro si svolge per il 95% nell'ambito dell'abbigliamento famminile. Quindi sono di parte, ma quanto scritto è adattabilissimo a qualsiasi genere si appartenga!

 

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