COME FACCIO A STARE A DIETA?

Forse anche tu ti sei trovata centinaia di volte a pronunciare la fatidica frase “lunedì comincio la dieta” oppure “a settembre mi iscrivo in palestra”. Buoni propositi che tutti facciamo o abbiamo fatto almeno ad un Capodanno, ma per i quali esistono una miriade di valide scuse per rimandarli all’infinito!

 

L’ostacolo non è nella decisione, ma nella motivazione, cioè nella spinta interiore che ci porta a lottare per raggiungere un obiettivo. Nasce fondamentalmente dalle emozioni che associamo al percorso da intraprendere: piacere e dolore.

 

Ad esempio, il rimandare è dovuto al fatto che l’idea di cambiare una nostra abitudine ci provoca dolore, sacrificio, rinunce oppure semplicemente ci annoia. Solo quando le conseguenze di non cambiare diventano più dolorose dell’idea di cambiare allora ci mettiamo in azione.

 

Ad esempio, una dieta impone rinunce alimentari (dolore) ma ad un certo punto il non piacersi più fisicamente o i problemi di salute correlati ad una cattiva alimentazione possono superare la gratificazione momentanea offerta dal cibo.

 

A breve termine il dolore è un fattore di motivazione molto più potente del piacere: siamo infatti disposti a fare molto di più quando dobbiamo risolvere una situazione negativa (sovrappeso e malattie metaboliche) piuttosto che per migliorare una situazione già buona (mantenere uno stato di salute e forma fisica, prevenire patologie). A lungo termine però i veri cambiamenti avvengono solo quando il nuovo comportamento diventa abitudine, ossia è perfettamente integrata nel nostro stile di vita e non dobbiamo più sforzarci per mantenerla.

 

Infatti le statistiche dimostrano che oltre il 97% delle persone che hanno perso peso in seguito a una dieta arrivano addirittura a superare il peso iniziale entro i tre anni successivi al raggiungimento dell’obiettivo. Questa è la tipica situazione di un programma alimentare monotono e punitivo, che non ha tenuto conto delle preferenze alimentari, dell’aspetto edonistico, socio relazionale e simbolico del cibo, in poche parole dello stile di vita del soggetto.

 

Le persone che invece mantengono per sempre e senza sforzo il peso raggiunto sono quelle che hanno associato il piacere al nuovo stile di vita: una nutrizione equilibrata ma gustosa e un esercizio fisico moderato e regolare diventano abitudini piacevoli, che producono benefici tangibili in termini di salute ma anche estetici e di percezione della propria autoefficacia. Si produce un generale incremento dell’autostima e miglioramento della qualità della vita.

Chiarito questo meccanismo, possiamo imparare a utilizzare piacere e dolore per trovare la motivazione che ci è mancata finora per prendere una determinata decisione ed attuarla.

 

Possiamo cioè associare consapevolmente dolore alla situazione che vogliamo cambiare e piacere alla situazione desiderata, in modo che possa diventare più facile agire di conseguenza.

 

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