AMORE, ELISIR DI GIOVINEZZA!

L’amore non ha età, si dice. Eppure, quante di noi riescono a immaginare che i propri genitori (o nonni per le più giovani) abbiano ancora una vita sessuale o possano innamorarsi nuovamente?


È vero che il corpo cambia, nelle proporzioni, nell’elasticità dei tessuti, nel tono muscolare, nelle percezioni sensoriali. Ma è anche vero che questi processi possono essere rallentati prendendosi cura di sé, mangiando in modo sano (link a spesa smart) e praticando una regolare e moderata attività fisica.


L’aspetto sul quale occorre insistere, è invece il ruolo fondamentale della mente e della psiche: una mente che si mantiene attiva, flessibile e che continua ad apprendere è sinonimo di una persona aperta alla vita e in cerca di un continuo miglioramento.  

 

Si può quindi essere giovani ad età avanzata e vecchi prematuramente e ciò dipende proprio dall’apertura mentale e dalla capacità di reinventarsi e di sperimentare cose nuove.  Ogni età è relativa alla persona  ed al suo stile di vita ed ogni età ha il suo fascino.

 

In questo, l’apertura all’amore, al sentimento e alla sessualità vissuta nei limiti delle prestazioni fisiche ma in assenza di ansia, diventa un elemento fondamentale. Secondo Freud il sesso (Eros) è istinto di vita.


Sicuramente non è semplice, in una società come la nostra che demonizza e ghettizza la vecchiaia in case di riposo o centri in cui a volte addirittura gli anziani vengono separati per sessi, rendendo difficoltosa anche la semplice socializzazione.


Eppure, proprio il contatto umano e lo scambio sembrano essere fattori fondamentali nel rallentare il processo di invecchiamento. Si diventa vecchi quando ci sente vecchi, si prova un sentimento nostalgico legato al passato e ansia, sconforto pensando al futuro.

 

La socialità aiuta la progettualità, il porsi obiettivi per il domani (anche il semplice “ci troviamo per una partita a carte”). E un compagno di vita, in questo, amplifica la gamma di stimoli e progetti comuni.

 

Come disse il generale Douglas McArthur:

 

“Non si diventa vecchi perché c’è piovuto addosso un certo numero di anni: si diventa vecchi, perché si sono abbandonati i propri ideali. Rimarrete giovani, finché vi conserverete recettivi. Recettivi a ciò che è bello, buono e grande. Recettivi ai messaggi della natura, dell’uomo, dell’infinito”  

 

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